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Feste iraniane - IRAN SHEEDEE TRAVEL AGENCY

Feste iraniane

 L'anno iraniano comprende un grande numero di giorni festivi, di carattere allegro o triste, che sono fissati in funzione di eventi storici e di tradizioni religiose. Gli iraniani utilizzano allo stesso tempo il calendario lunare, che è comune a tutti i musulmani, ed un calendario solare che è loro particolare. La data di partenza dell'uno e dell’altro è quella della partenza del Profeta dalla città di Mecca a Medina (622 d.C)

Le feste nazionali

Novruz, capodanno persiano

“Che bella leggenda, ancora più bella della realtà.
Quel giorno, il primo giorno del primo mese della prima stagione dell’anno, in primavera, è stato il giorno dello spuntare dell’erba e del fiorire sia delle piante che degli esseri umani”
Ali Shariati, (1923-1977)

Le abitudini più vive dell'eredità del passato più lontano sono quelle che si ricollegano alla celebrazione del nuovo anno, Novruz, la più grande festa dell'anno iraniano. Grazie ai bassorilievi di Persepoli, sappiamo che i re Achemenidi (550-330 a.C.) celebravano in pompa magna il nuovo anno a Persepoli. Gli astronomi iraniani, Omar Khayyam alla loro testa, hanno riformato il calendario nel 11° secolo e fissarono Novrouz all'equinozio di primavera, e di conseguenza il calendario iraniano non è cambiato. Cominciando dall'equinozio di primavera (il 20 o il 21 marzo), Novruz, che significa letteralmente "nuovo giorno ", è una festa che si svolge principalmente in famiglia o tra amici e dura 13 giorni. Tutti gli iraniani cercano di passare il giorno del nuovo anno nella loro casa con i propri familiari.

I preparativi del Novruz cominciano almeno un mese prima. Il periodo che precede il nuovo anno è tradizionalmente dedicato alle faccende domestiche primaverili. È una festa della rinascita in occasione della quale si puliscono le case completamente e si rimettono i vestiti nuovi. Si preparano anche ogni specie di dolcetti di cui alcuni vengono preparati soltanto per l’occasione. La tradizione vuole che all'approccio del grande giorno, ogni famiglia prepara un tavolo particolare,detto la tovaglia di "haft sin", letteralmente le "sette s". Si tratta di mettere su una tovaglia sette elementi simbolici di cui i nomi cominciano con la lettera persiana "sin", che corrisponde alla lettera italiana "s", come:

Sabzeh: germogli di grano o lenticchie

simbolo della rinascita e della vita.

Serke: l’aceto, simbolo di fermentazione.

l’aglio, per cacciare i cattivi spiriti ed è il rimedio di salute.

Sekke: la moneta, simbolo di ricchezza.

Sumaq: commaco, la spezia di colore rosso consumata per insaporire la carne specialmente kabab,

simbolo di buona vita.

Samanu: dolce cremoso a base di grano che assomiglia all’halva.

Senjed: giuggiole secche , simbolo dell'amore.

Sib: la mela,simbolo di bellezza

 Si aggiunge sul "haft sin" il Corano (per la protezione), uno specchio (simbolo di purezza e di sincerità) uova dipinte (simbolo di creazione, di produttività), dolci, pesciolini rossi dentro una brocca (simbolo di gioia) e candele (simbolo di luce) ed un vaso di giacinti o narcisi.

Tutta la famiglia si riunirà attorno a questa tovaglia per attendere il passaggio al nuovo anno. Nel momento preciso dell'equinozio, uomini e donne si abbracciono e si scambiano gli auguri.Con l’arrivo dell'anno nuovo, ciascuno recita una preghiera di felicità, di buona salute e di prosperità. Si legge anche il Corano. I più grandi offrono regali o delle strenne ai giovani. Appena scocca l’inizio del nuovo anno, le autorità del paese lanciano un messaggio nel quale augurano agli iraniani un benessere più grande acquisito con il lavoro e lo sforzo ad una crescita culturale ed economica.

 Secondo la credenza dei vecchi iraniani, le anime dei morti scendevano sulla terra alcuni giorni prima del nuovo anno, entravano nelle abitazioni per rendersi conto delle condizioni di vita dei viventi. Inoltre, gli iraniani pregavano allora per le loro morti che credevano molto vicino a loro. La chiarezza delle case doveva soddisfare loro. I dodici giorni che seguono il primo giorno dell'anno, famiglie ed amici si rendono visita cominciando dai più anziani d'età. Si rende visita ad una famiglia e la si riceve in cambio a casa propria. Si serve agli ospiti del tè, della frutta e dei dolcetti. È infatti il solo periodo di vacanze dell'anno. Tutti o quasi sono in ferie per festeggiare e visitare in grande numero le località del paese.

Sizdah Bedar

Per il 13° giorno del nuovo anno chiamato "sizdah bedar" (letteralmente "tredici esterno"), che segna l'ultimo giorno delle vacanze, tutta la famiglia parte per fare picnic in campagna per scongiurare la cattiva sorte associata al numero 13, considerata universalmente come un numero nefasto. Uscendo dalla propria casa, si dispongono i germogli preparati per capodanno sul tetto dell'automobile per disperdere il verde nella natura. È il giorno del grande esodo verso la campagna ed i parchi! Trascorrono  tutto il giorno nella gioia sotto il sole ed in mezzo alla natura benefica.

 Ciar shanbe suri

Secondo un’antica tradizione, il giorno di "Ciar shanbe suri", la vigilia dell'ultimo mercoledì (ciar shanbe) dell'anno, è segnato da diversi riti di trasferimento del male, come il salto oltre un falò.In questa occasione, verso la sera, ammassano mucchi di cespugli e di legno nei parchi, nelle piazze e nei cortili delle case, vi si da fuoco in mezzo a grida di gioia e, giovani e vecchi, uomini e donne, saltano sul rogo, pronunciando ad alta voce:

 "Ti dò il mio pallore,"

 Ti prendo il tuo rossore!

I giovani fanno esplodere dei piccoli fuochi d'artificio, dei petardi. E segnano la loro gioia con detonazione, fra risate e canti. Tirano anche razzi che si azionano nel cielo. La festa di "ciar shanbe suri" è in un certo modo un addio all’anno vecchio ed anche un saluto gioioso all'anno che verrà.

Con quest'abitudine, si bruciano le pene e le preoccupazioni dell'anno passato e si va arditamente verso il nuovo anno. Questa tradizione arriva dall’epoca preislamica.Gli Zoroastriani credevano che gli dei benefici, Farahvashi, scendevano in questo giorno dal cielo per rendere visita ai viventi. Ci si abbandona allora alla gioia per manifestargli una soddisfazione profonda. "ciar shambeh suri" è un esempio sorprendente con il quale gli iraniani riescono a dimenticare i mali e le difficoltà dell'anno precedente, cambiano pelle e si preparano risolutamente a vivere l'anno nuovo.

Daheye Fajr

 Il ritorno dell’ayatollah Khomeiny, il 1 febbraio 1979, dopo 15 anni d'esilio, fu accolto con entusiasmo ed iniziò l'ultima fase dell'instaurazione di un regime islamico. "Daheye Fajr" o i "dieci giorni dell'alba" (1-10 febbraio), è la celebrazione della salita al potere dell’ayatollah Khomeiny e dà luogo a manifestazioni culturali.

La morte del fondatore della repubblica islamica dell’Iran

 È la commemorazione della morte dell’Ayatollah Khomeiny nel 1989. Delle centinaia di migliaia di persone resero tributo al suo mausoleo  vicino a Teheran. Processioni di flagellanti percorrono il mausoleo colpendosi il petto e la schiena con delle catene. Questo giorno viene celebrato in tutte le regioni dell’Iran.

 Le feste religiose

 Calcolate secondo la luna, queste feste non sono fisse e possono cadere in momenti molto diversi dell'anno.

Ghadire Khom

 Ritornando dal suo ultimo pellegrinaggio dalla città di Mecca, "pellegrinaggio d'addio", sulla strada di Medina in un posto chiamato Ghadire Khome, il Profeta Maometto si fermò e riuni le migliaia di pellegrini che lo accompagnavano. Ordinò che il posto fosse svuotato e che le selle dei cammelli venissero accatastate per fare un mucchio. In seguito il Profeta vi montò e chiese ad Ali di raggiungerlo quindi egli invitò la gente ad avvicinarsi. Dopo avere fatto loro una predica, mise Ali alla sua destra ed alzò la sua mano. Allora esclamò: "sono io l'autorità alla quale obbedite?" Risposero: "obbediamo alle tue direttive". Allora disse: " Quelli per cui sono l'autorità e la guida, Ali ugualmente è la loro guida e la loro autorità." Oh! Dio sia amico degli amici di Ali ed il nemico dei suoi nemici. Chiunque lo aiuta, aiuta lui e chiunque lo lascia, lascia lui... ".Gli sciiti celebrano questo avvenimento in questo giorno come un'importante festa religiosa che segna il giorno dove il diritto di Ali alla successione è stato universalmente proclamato.

Tasua e Ashura

In Iran le tradizioni che si ricollegano alle credenze dell'islam sciita sono molto longevi e fra le più diffuse. Sono soprattutto le cerimonie di lutto celebrate in occasione dell'anniversario del martirio dell’imam Hussein (nipote di Maometto ed il terzo imam degli sciiti), ucciso nella battaglia di Karbala nel 680. Attestate fin dal 10° secolo, si sono discretamente sviluppate dopo che all'epoca dei safavidi (1501-1722) lo sciismo è diventato la religione ufficiale dell'Iran.

Le giornate di Tasua (la vigilia del martirio) e di Ashura (il giorno stesso del martirio), il 9 e il 10 del mese lunare di muharram, sono celebrati in tutte le regioni dell’Iran con grandi celebrazioni accompagnate da processioni di fedeli, da lamenti, da musiche, da stendardi. Ogni attività pubblica cessa durante questi due giorni. I mesi lunari di muharram, ramadan e safar (il mese della morte del Profeta) hanno un significato particolarmente importante nel calendario religioso sciita.

 Nel corso dei due giorni tanto dura il lutto, processioni di uomini e giovani ragazzi che indossano camice nere sfilano nelle vie dove tutti i negozi sono chiusi, colpendosi il petto e la schiena con catene ed invocando, al suono di percussioni, il mito Hussein scandito a più riprese dalla folla mentre altri trasportano bandiere ed armi, simboli della lotta contro gli infedeli.

In questa occasione, ovunque hanno luogo delle rappresentazioni teatrali della passione dei martiri, simili ai "misteri" del Medioevo o alle rappresentazioni della Passione di Cristo. Queste rappresentazioni, che esistono ancora, evocano dettagliatamente la tragedia della morte dell’imam Hussein e si svolgono all’aria aperta in mezzo ad un pubblico spesso in lacrime, trascinato dall'emozione intensa che si prova e che aumenta fino al dramma finale. Si sono raccolti centinaia di questi drammi sacri, chiamati ta'zieh (letteralmente "lutto dei morti"), che costituiscono curiosi esemplari della letteratura popolare.

 I gruppi si muovono verso il luogo dove una scena è stata montata e dove gli attori in armi continuano a rivivere con frenesia la morte dell’Imam. I compagni di Hussein sfoggiano vestiti verdi, quelli del suo nemico Yazid, dei vestiti rossi. L'uomo che incarna Shemr, l’assassino di Hussein, si espone ad un certo pericolo. Poesie e canti drammatici, sullo sfondo flauti e percussioni, danno ritmo all'azione. Il pubblico piange con vere lacrime. La cerimonia culmina con la rappresentazione del martirio di Hussein con dei cavalieri in costumi d'epoca. In altre processioni, comparse in costume rappresentano i vari personaggi del dramma:lo stesso Hussein e il califfo Yazid; Abbas fratello dell’imam Hussein, che volendo prendere dell’acqua da un fiume per alleviare la sete dei suoi compagni, ebbe le due mani troncate da un soldato del califfo; Shemr che attaccò Hussein; Zeinab la sorella dell’Imam, ed Ali, suo figlio, il solo che sopravvisse al massacro.

In numerose case e nelle moschee, ci si riunisce per sentire raccontare la storia di Karbala che è accompagnata da canti religiosi e dalla recita dei versetti del Corano, dalle preghiere morali e religiose che sono così pronunciati. Durante il lutto, si distribuiscono elemosine ai poveri e tutte le attività religiose sono intensificate. In Iran, nessun matrimonio ha luogo durante il muharram, il safar ed il ramadan.

Ramadan e Fetr

I musulmani esercitano in questo mese di digiuno, un rito di purificazione del corpo e dello spirito. Gli stranieri possono continuare a mangiare, bere e fumare al riparo dagli sguardi. Alcuni musulmani sono autorizzati a non digiunare; le donne incinte o aventi il loro cicli, i viaggiatori, le persone anziane ed i pazienti. Gli hotel mantengono il loro ristorante aperto. Gli altri ristoranti chiudono ed aprono soltanto al calare della notte. La maggior parte dei negozi alimentari resta aperta, è facile fare le proprie spese e mangiare nella propria camera.

 La fine del ramadan è celebrato in pompa magna. È la festa di Fetr. L'ultimo giorno del ramadan, fin dal calar del sole, i musulmani celebrano l'evento e tutti festeggiano. Il giorno della festa, tutti affluiscono nelle moschee per fare la preghiera collettiva di Fetr. Nelle moschee, si distribuiscono dolci, si fa la festa e ci si abbraccia. Il 19°, 21° e 23° giorno del ramadan, si commemora con una tristezza molto particolare il martirio dell’imam Ali.

Qorban

 La festa di qorban corrisponde all'episodio più importante che si riferisce alla Mecca. In quel giorno, in Iran ed in tutti i paesi musulmani, si sacrificano migliaia di pecore. Tutti gli Haji, cioè la gente che ha effettuato il viaggio alla Mecca, devono sacrificare una pecora e distribuirla ai poveri. Citiamo anche gli anniversari del Profeta e degli altri imam sciiti, in particolare il dodicesimo imam, Mahdi. Le città sono in quel periodo illuminate da migliaia di luci e vengono organizzati divertimenti pubblici. Gli anniversari della morte del Profeta e degli Imam sono al contrario giorni di lutto.